Il Blues oltre i confini: Rudy Rotta
Al crocicchio si vende l’anima al diavolo. In cambio si riceve un talento, un tocco inconfondibile e sublime sulla sei corde. Questo spirito talentuoso e “dannato” ha toccato Rudy Rotta, un bluesman raffinato e allo stesso tempo viscerale, una voce graffiante e potente dal cuore tutto italiano. E’ così che la musica nera per eccellenza lascia spazio ad alcune perle rare del panorama nostrano e Rudy Rotta è L’enfant terrible. Quel “Blue Inside” che titola dieci brani e racconta con i fraseggi sulla pentatonica, storie personali, amori perduti, sentimenti forti come l’amicizia, in una perduta danza sulla sei corde per un’esperienza “one way” dentro le note del diavolo. Blue Inside è un viaggio nelle emozioni, dove lo spirito del Blues dona al progetto un ascolto intimistico, un ascolto nelle fredde serate invernali così come sotto il sole torrido, dove il fuoco scalda gli animi. Un coro annuncia “Lady” il singolo che apre il disco e sarà quella radiazione cosmica di fondo per le atmosfere delle sue composizioni. Una donna coinvolgente e pericolosa. Il respiro profondo dell’hammond fa da tappeto ai sussurri gospel disseminati nel percorso.
Trame di musica nera tessute in alternanza alle ballate acustiche e ai brani eseguiti dal vivo, parentesi sonore di un viaggio oltreoceano. Il sottobosco percussivo accompagna le note blue e riveste alcuni brevi cenni costruiti attorno ad un evento sonoro. La Stratocaster a volte stride a volte sussurra armonie composte. E’ il wah-wah di hendrixiana memoria che riporta tutto al rock-blues senza filtri, da una miscela gentile a momenti di grande pathos emotivo. Dal vivo Rudy molla tutti i freni e alterna il suono della sei corde ai ritmi percussivi figli di un’Africa lontana. La sua chitarra parla di suono e mostra il suo estro ritmico. Picchiettata, battuta sul corpo e sui magneti, anche i microfoni cantano timbriche raffinate per un intreccio indefinito. Cittadino del mondo, Rudy Rotta, musicista internazionale che apre le porte del Blues per riportarlo al presente mostrandoci la faccia nera del Kansas e della Louisiana.
Vino da abbinare: l’olfatto prima di tutto esprime soddisfazioni e certezze. L’intensità che ti travolge e ti porta lontano con il pensiero all’America nera. E’ il Barbaresco riserva DOCG cantina Dante Rivetti. Lo beviamo mentre ascoltiamo Blue Inside perché è un vino dall’attacco deciso e definito, appena balsamico, ma anche fruttato, eppure raffinato, a volte gentile. Buon viaggio di sapori e note strappate; buon viaggio di liquirizia, cannella, inchiostro nero e caffè.



Commenti recenti