Soldier of Love, Sade è tornata!
Dieci anni per scrivere un disco di successo. La formula magica, di certo non esiste, ma la voce incantevole di Sade vince ancora e torna per scaldare gli animi e appasionare i tanti fan. Soldier of love è una passeggiata tra i boschi, è l’incanto del mattino raccontato da un pianoforte languido e sereno, è un brivido sulla pelle allo scorrere dell’acqua tiepida quando il sole guarda alla luna. Sfugge ad un primo ascolto, scivola via come un film già visto, ma Sade ha qualcosa di più profondo e impercettibile da raccontare. Le persistenze avvolgenti di bassi Rhythm & Blues si sciolgono tra le maglie soffuse di strumenti acustici che spuntano fuori da un ascolto in cuffia più oculato. Origliare tra le fondamenta della sua musica è disincanto e non mero giudizio. Sade racconta momenti di sofferenza dell’anima e del cuore, alternando piccole perle di saggezza e ristoro. Tornano i sentori della musica Soul, dolcemente in equilibrio tra il Jazz più melodico e il sax sottile di uno Stewart Matthewman sempre pronto a regalarci fraseggi marcati e unici. Ancora una volta il soldato dell’amore vince la sua battaglia. Si, Sade è tornata!
La frase: I’ve lost the use of my heart, but i’m still alive, still looking for the life
Vino da abbinare: La vaniglia e la menta del Greco di Tufo stringono un forte legame con il passo dolce e malinconico della musica di Sade. La cantina? Provate con un Greco cantina dei Monaci. Servite fresco quando fuori il vento scivola lungo le fronde delle piante da frutto.

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