Intervista: La rivoluzione musicale di Rudy Rotta
Eclettico musicista nostrano dalle spiccate capacità compositive, Rudy Rotta calca le scene del Blues e non solo, in una continua ricerca della musica intimistica e passionale. Lo abbiamo incontrato per una intervista dove ci ha parlato della sua musica, del suo modo di vedere la musica e del suo nuovo disco Blue Inside!
Musicenology:
Ciao Rudy, vogliamo parlare del tuo ultimo progetto, Blue Inside? Dove è stato registrato?
Rudy Rotta:
Ciao, il disco doveva essere registrato in America, a Los Angeles. Purtroppo gran parte dei musicisti che avrebbero dovuto incidere il disco con me erano impegnati in un Tour con Joe Cocker e quindi abbiamo optato per l’Italia che non si tratta di una seconda scelta, ma la verità è che oggi è sempre più difficile incidere un disco di buona musica, bisogna fare tanti sacrifici e non sempre si viene ricambiati. Il disco è una miscela dove alterno blues, ballate e venature funky e rock.
Musicenology:
Quindi un disco completo e complesso, una commistione di generi?
Rudy Rotta:
Sinceramente non mi piace mettere troppe etichette alla musica, cerco sempre di migliorarmi e soprattutto di evolvere e fare nuove scoperte sonore. Il problema è che soprattutto in Italia manca radicalmente una conoscenza della storia del Blues e quindi i giovani si ritrovano ad ascoltare musica di scarsa qualità.
Musicenology:
Proseguiamo su questo argomento. Parliamo dei giovani e dell’approccio alla musica, che ruolo svolge il blues tra i giovani d’oggi secondo te?


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