Martin Devil è Vintage
In effetti è vintage. E’ vintage l’ironia, vintage nei sogni, rimaneggiati con il fruscio dei mandolini e delle chitarre slide, vintage nei richiami lessicali, dove c’è pioggia, rosa e cosa. Vintage è melodia che richiama rime baciate, sussurate. E’ Martin Devil che poi è Maurizio Guglielmelli, cantautore. Il fruscio di fondo è pop, ma si sente qualche pietra rotolare qua e là frammista alle passeggiate di piano e violini. Si gioca com l’amore si sente quel De Gregori dei primi tempi. Intimità nelle nenie (una vecchia nave) e parole di sentimento là dove serve. Classicismi buoni per l’ascolto soffuso, e sberleffi a coprire.
Questo è “Vintage” secondo lavoro del cantautore salernitano. Ci senti le note morbide per la diffusione sordida. All’aspetto c’è da portarlo in campagna, con il sole flebile della primavera, al momento lumicino lontano. Foschia, da rimuovere ad ogni passo. Gira bene sul piatto quella “Fiera delle vanità”, riso e sgomento per un uomo gonfio del suo io.
Martin Devil e il suo Vintage sono frutto bicolore di folk pop raggrumato tra piccola satira e leggero cinismo. Si ascolta bene il tappeto di corde e alcuni accorgimenti di suoni ben calibrati. Manca solo il vino…
Vino da abbinare: Calabria Bianco IGT 2010 L’Acino “Chora”. La frutta come l’ananas e la pesca. A volte esotico a volte più fresco. Un bianco corposo e pungente.



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