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Mr. Thomas’s Travelogue Fantastic

Thomas

E in effetti si tratta proprio di un viaggio nei meandri fantastici della musica. Pout pourri di linguaggi, stele di rosetta formato digitale, pronta al bisogno. Thomas’s Travelogue Fantastic (Automatic/Goodfellas) è produzione saggia, divertita e suonata in onore alla musica. Si assapora il funk più di tutto, ma c’è spazio per escurzioni nella disco degli anni settanta e capatine qua e là in quel della lounge music. Sonorità ben definite dove anche la voce prende la timbrica adatta per ogni situazione.

Godibile “Sunshine”, affabile al rock’n'roll è “43 Sunsets” mentre il brano che apre la carrellata ci catapulta nel funk più sfrenato (Freakin’ Monsters). Bella amalgama sonora, ricercati gli effetti sparsi qua è là nelle dieci tracce. Qualche rintocco degli anni ottanta si percepisce soprattutto nell’uso di alcune tastiere e sintetizzatori. Un disco per i viaggi lunghi, ma anche per chi ama avere con sé una compilation originale, masterizzata alla radice. Libertà è sinonimo di musica per i Thomas e il plauso personale va alla traccia che chiude il disco, “Santhe”, per le assonanze con la folk e gli story tellers del passato.

Vino da abbinare:  Colli Piacentini DOC, Croci “Monterosso” 2004. E’ il vino che ci sentiamo di degustare durante l’ascolto dei Thomas. Grande vitalità, ad oltre sei anni dall’imbottigliamento un vino che mantiene un’anima dirompente. Il naso è fantastico e le note sono calde, avvolgenti, nitide.

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BASSVOICE Project: miscela funk-jazz e musica d’autore

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Abbiamo intervistato la voce di questo progetto. La cantante Silvia “Voice” Barba ci racconta come è nato questo sodalizio musicale con il Jazz, il Funk e la musica d’autore.

Braille Music
Ciao Silvia, parliamo di questo nuovo progetto, BASSVOICE, tanto per rompere il ghiaccio. Come avete avuto l’idea?

Silvia Barba
Ciao, dunque, si devo dire che questa è la domanda di rito ormai, ma in effetti tutto parte dal’incontro con Pippo Matino che oltre ad essere un grande bassista è un musicista vero, completo. Per di più io ho una particolare predilezione per le note basse, quelle pastose e scure. Mi piace poter miscelare il suono della mia voce con uno strumento che è in grado di tessere un tappeto armonico e allo stesso tempo di suonare come solista. La nostra è una ricerca continua e molto dipende anche dal brano che scegliamo di interpretare. Ma scriviamo anche molte cose nostre.

Braille Music
Quindi “amore a prima vista” con  Pippo Matino? Lui ha suonato con tutto il mondo della musica che conta, in effetti…

Silvia Barba
E’ vero. Siamo ben amalgamati. Lui mi dà molti suggerimenti. Io ci metto la voce e il suono delle parole che amo particolarmente. La voce, rispetto agli altri strumenti comunica in modo molto diretto, in fondo le parole hanno un significato subito percepibile dalle orecchie di chi ascolta e quindi consente un’interpretazione immediata. In ogni modo studio molto. A prescindere dal timbro di voce e dalle doti naturali, è necessario dedicarsi con costanza allo studio per ottenere dei buoni risultati.

Braille Music
Qual è la tua musica di riferimento, i tuoi artisti preferiti?

Silvia Barba
Vengo dal Pop e dalla musica d’autore. Sono Pop quindi nel cuore e adoro Ivano Fossati, Mia Martini e Vinicio Capossela. Certamente ci facciamo ispirare dalla buona musica. Ad esempio, grazie a Pippo, sono rimasta affascinata dal carisma e dalle sonorità di Joe Zawinul, (tastierista e fondatore dei Weather Report – ndr) al punto tale che gli abbiamo dedicato una canzone. Poi gli arrangiamenti dei musicisti che hanno suonato con me sul disco hanno fatto il resto. Approfitto, se permetti, per citare anche loro: Peter De Girolamo alle tastiere, Claudio Romano alla batteria e Roberto Schiano al trombone. Il risultato di questo connubio è “Gioia” (il titolo del brano – ndr), l’inno dedicato a Joe. Il funk e le tastiere sono più incisive, come è giusto che sia. Io ci “gioco” sopra con le parole e il risultato è un intreccio inusuale, magico direi.

Braille Music
Quindi l’incontro con il Jazz e il Funk, come ti sei trovata?

Silvia Barba
Beh, magicamente direi! E’ un terreno sterminato per me. A volte mi faccio trascinare dai musicisti come Pippo Matino e poi ci metto del mio. Spesso decidiamo assieme le canzoni anche in base alle sonorità che vogliamo ricreare. Ci sono cose più intimiste, scrivo tante cose che parlano di me, sono molto autobiografica ma mi diletto anche con testi più “eterei” dove il suono della voce è ciò che conta.

Braille Music
E dal vivo? Il tuo rapporto con il pubblico?

Silvia Barba
Mi piace stare sul palco, parlo molto. Si, mi piace introdurre i pezzi e raccontare brevemente il perché della scelta di un determinato brano. Poi cerco di variare ogni volta. Le esibizioni live sono come una nuova scoperta. Ci piace proporre la musica del momento; quella che sentiamo più nostra. Oggi abbiamo aggiunto una dedica ai Beatles, Come “Come Together”, magari domani faremo un’altra canzone. Chi suona con me dal vivo è impagabile per la professionalità e l’impegno. Sono musicisti importanti per me, come Marco Valeri, batterista e Giulio Martino al Sax.

Braille Music
Sul CD abbiamo ascoltato una voce maschile, chi è?

Silvia Barba
Si chiama Zibba è un artista ligure; molto bravo. Lui ha un timbro di voce molto caldo, profondo. Ascoltatelo!

Braille Music
L’altra domanda di rito, progetti futuri?

Silvia Barba
Per ora siamo in giro per presentare questo progetto, si tratta di un’autoproduzione. Ma vorremmo appoggiarci ad una etichetta. Intanto suoniamo dal vivo che è la cosa che più ci gratifica.

Braille Music
Grazie Silvia e buona musica!

Silvia Barba
Grazie a te e a tutti gli amici di Musicenology! Ciao!

Fotografia: Marco D’Amico

Vino da Abbinare: VDT – Denny Bini, Grecale 45 2009. Un vino profumato, dona sentori freschi, sottili e piacevolissimi. Si muove veloce in bocca e sul palato, ma è un vino strutturato e un bicchiere chiama immediatamente il successivo. Perfetto, per queste prime calde giornate d’estate e ben accostato alla musica di Pippo Matino e Silvia Barba per la inconsueta ed efficace miscela tra jazz e musica d’autore.

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Brian Auger, il leone del jazz-funk è tornato!

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Presentare un pezzo di storia della musica come Brian Auger non è impresa facile. Potremmo stendere un pentagramma musicato con nomi altisonanti del panorama britannico, fino a spostarci oltreoceano e raccontare delle centinaia di collaborazioni che Auger e il suo organo Hammond hanno abbracciato. Ma tutto ciò non basterebbe per trasmettere la magia, il senso di ritmo, il pathos emotivo che questo artista londinese è in grado di sviscerare quando è seduto al suo organo.

E’ la Stazione Birra, locale romano abituato a sfornare concerti di grande qualità, a proporre una serata di eccellente musica dal vivo. A presentare il leone dell’acid jazz sono alcuni studenti di importanti scuole romane di musica (Percentomusica, CIAC, la Bela Bartòk, Viva Musica, Pentagramma e ArtInMusica), per una dedica spassionata e prorompente, al British funk. Alternanze di voci per altrettanti pezzi storici, alcune rivisitazioni che non guastano. La rassegna è gustosa, e propone assaggi dei Kula Shaker, come “Great Hosannah”, – una parentesi hippie contemporaneo –  fino a perle storiche quali “Another Brick in the Wall”, saluto alla psichedelia e ai Pink Floyd.

Ma il concerto è solo iniziato. Brian sale sul palco, silente. Cerca le note sulla tastiera del suo Hammond, si intreccia con la musica. Il saluto dei giovani musicisti sul palco, e poi tutti pronti, fotografi compresi, per la seconda sessione.

Il gruppo è molto affiatato visto che assieme a papà Brian salgono sul palco il figlio batterista, Karma Auger e la figlia, Savannah Grace Auger, eccellente cantante. Gli “Oblivion Express” risorgono dalle ceneri come più volte hanno saputo fare in passato, quando videro la loro genesi nei primi anni settanta. Oggi la formazione è tutta in famiglia ad eccezione del basso, strumento ben suonato da Nicklas Sample. Le sonorità sviscerate fioriscono da un intreccio che ci piace avvicinare ai dischi della fine degli anni sessanta quando a bordo del “treno dell’oblio” vi erano Steve Ferrone (oggi nuovo batterista dei Pooh) e Jim Mullen raffinato chitarrista jazz. Le collaborazioni con Julie Driscoll e la potenza della sua voce rappresentano lo specchio dei nuovi Oblivion Express attraverso la potente voce di Savannah Auger.

Savannah Auger

Una fusione tra il soul, il jazz-funk con spolverate di rock, sono gli ingredienti salienti. Si potrebbe ballare. qualcuno si lascia andare, altri tra il pubblico restano incantati e inchiodati alla sedia. Papà Brian, ha sposato una donna italiana, questo gli permette di intrattenere il pubblico anche con alcuni aneddoti, raccontando di come gli Oblivion sono diventati improvvisamente, per un tragico errore, i “Pony Express”, suscitando così l’ilarità del pubblico. E’ Brian il protagonista; due ore piene lungo i tasti bianchi e neri, mentre il respiro dell’organo suscita emozioni in note variegate. Non stanca, non si ripete. A volte accompagna con accordi sagaci, altre volte si lancia in soli mozzafiato.

Qualche stridore della fusion di un tempo appare, per poi cedere il passo ad un funk più congeniale. L’organo Hammond sussurra, sonnecchia e poi riaccende il fuoco del rock. Benvenuti, niente cinture, il treno vi porterà dritti dritti verso l’oblio; sospesi al centro della musica di Brian Auger.

Fotografia: Federico Ugolini

Vino da abbinare: Barbaresco DOCG – Cascina delle Rose, Rio Sordo 2006. Punto: potenza ed eleganza per un rosso gentile ma forte. Il frutto è la ciliegia il barbaresco si sente in bocca e nel palato. Il finale è generoso, come il grande Brian che resta con il pubblico a scattare foto, scambiare idee musicali e sorrisi.

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Perchè musica e vino

Il nome, “musicenology”, una crasi, una commistione di idee e percezioni, di rivoli di note ritmate dai profumi del vino, come fraseggi sul pentagramma.

Le emozioni che nascono da un “bicchiere” musicale inebriano l’anima,

Le emozioni che nascono da un “ascolto” di-vino intonano pensieri.

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  • alessandro: Complimenti, abbinare un vino a una musica, non e' da tutti, non ci avevo proprio mai pensato. ...
  • marta venice: bellissima recencensione!!! l'ho letta tutto d'un fiato seguendo i disegni che la musica che pa...
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