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James Taylor: l’anima folk si riveste di “Cover”

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È considerato l’alfiere della musica crepuscolare e intimista, ha ispirato e dato il “LA” a tanti musicisti del panorama mondiale, James Taylor torna nella Capitale in occasione del suo ultimo Tour europeo e sarà grande musica dal vivo!
Songwriter d’eccezione, tanti Grammy Awards alle spalle, una laurea Honoris Causa presso il “Berklee College of Music” e l’ammissione alla “Rock and Roll Hall of Fame”, fanno di lui una vera leggenda del Folk Rock . Ma per cantare le lodi di un artista come Taylor non bastano titoli e onori. Bisogna parlare del suo estro creativo e della sua indimenticabile sei corde acustica che ha travolto milioni di persone con un suono magico, caldo e ricco di armonici. James Taylor lascia il segno ogni volta che si esibisce, la sua chitarra graffia l’anima dal vivo ma anche in studio.

Una voce nasale, inconfondibile e unica, armonie e melodie che fanno pensare all’America, quella buona e progressista, l’America che lo ha dimenticato nei periodi difficili della droga e della depressione; la stessa America che lo ha portato alla ribalta grazie a lavori d’eccezione come “One Man Dog” e “Flag” e, più di recente, con i pluripremiati “New Moon Shine” e “Hourglass”. Una critica fredda e distratta lo ha più volte tacciato di suonare troppe “cover song” e di aver racimolato il plauso del pubblico con canzoni che non gli appartenevano. Ma, forse, è stata proprio la sua forte personalità a far sì che quelle stesse canzoni ( You have got a friend di Carol King e How Sweet It Is To Be Loved by You di Marvin Gaye, tanto per citarne alcune) tornassero a nuova vita, arricchite e rivestite di quel sound proprio del Nord Carolina, quel marchio di fabbrica che solo Taylor sa imprimere, canzoni originali o meno, poco importa. Oggi, infatti, Taylor torna in studio con un disco (in verità edito nel 2008), dal titolo emblematico “Covers” e rinnovato dallo stesso spirito interpretativo con una seconda uscita titolata “Other Covers” questa invece del 2009.

In barba ai maledicenti Mr. Taylor rivisita grandi classici degli anni ’50, ’60, e ’70 passando da “Hound Dog” brano reso famoso Da Elvis Presley, fino a “Not Fade Away” del compianto Buddy Holly. Lo aspettiamo dunque il 19 luglio all’Auditorium Parco della Musica di Roma per la consueta rassegna “Luglio suona bene”, dove si esibirà ancora una volta accompagnato dalla sua Band e dal calore del suo pubblico. Noi ci saremo! E voi?

Vino da abbinare:Il frappato è vitigno autoctono del lato orientale della Sicilia, qui il Frappato di Vittoria si beve appena fresco a circa 14/16° ed è davvero un bel bicchiere d’estate“. Così Luciano Pignataro descrive queste uve sul suo blog e noi vogliamo accostare l’estate romana e la musica di James Taylor proprio a questo vino. Un rosso rubino, limpido e consistente proprio come le melodie del cantautore americano.

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Perchè musica e vino

Il nome, “musicenology”, una crasi, una commistione di idee e percezioni, di rivoli di note ritmate dai profumi del vino, come fraseggi sul pentagramma.

Le emozioni che nascono da un “bicchiere” musicale inebriano l’anima,

Le emozioni che nascono da un “ascolto” di-vino intonano pensieri.

Galleria

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  • alessandro: Complimenti, abbinare un vino a una musica, non e' da tutti, non ci avevo proprio mai pensato. ...
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