Le Anime sotto il cappello di Paolo Tocco
Ci sono respiri cadenzati che tra una pausa e l’altra spostano note in un ordine ben preciso, quasi costruissero legami indissolubili in un apparente stato di grazia. Se c’è un modo per passeggiare tra le anime è sempre meglio farlo sotto il cappello per proteggersi dalla durezza plasmabile della vita e soprattutto per accorgersi, d’un tratto, di vivere tutti sotto lo stesso tetto. Appare così al cospetto dei timpani il disco di Paolo Tocco, giovane artigiano delle parole, cantautore dotato di sei corde, un cappello e Mercanti e Fanti e Regine. Pedine consapevoli – a volte – di magia, illusione, saggezza e verità.
Paolo Tocco trascina in una calda serata d’estate ad ascoltare dolci nenie, Per vivere per Respirare. Accompagna tra sentori e ricordi di cose semplici, piccoli origami vissuti e risidegnati in note e musica e carta filigrana. Le melodie si arricchiscono di suoni dei campi, quando l’armonica raccoglie i musicisti in un sincero abbraccio. Il contorno è tutto sax e chitarra e un saluto di violoncello raccontato qua e là tra le dieci storie. Storie fatte di sogni e di grano, di fratelli adorati come semi per un gioco essenziale.
E tra un assaggio e un altro ci leggi un De Gregori d’annata e forse un Bennato vestito di nuovi colori. Si scivola lungo un sentiero di magia. Paolo Tocco fa le carte, fa un prestigio e addolcisce anche un momento triste e malinconico in quella “Finestra Chiusa”. Per noi “Lo Sposo e la sua Spiga di Grano” è l’assioma cartesiano e presto, tra un abbraccio di sax e chitarra, scopriremo chi è scomparso stanotte dal circo alle tre… Dal cappello, matite per disegnare come bacchette magiche perchè l’illusione abbia un inizio e una fine e un nuovo inizio. Così procediamo fino alla “Nenia dei Piccoli Pensieri“, ultimo tocco di Paolo, in questo disco, ultimo assaggio d’autore che più lo ascolti più acquista valore e sentimento.
Vino da Abbinare: Uve Sangiovese, Montepulciano, Sagrantino: è una bottiglia di Umbria IGT – Paolo Bea, San Valentino 2006. E’ il naso la prima sorpresa, complesso e odoroso ti culla in modo dolce e soave. Ma è il vigore che allo stesso tempo gioca le sue carte su una serie di toni dolci e a volte più austeri. In bocca è vivo, polposo, c’è la terra come nelle canzoni di Paolo Tocco.




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