Pura grafite che incide a memoria su un disco in vinile, ricordo di un’era analogica che riaffiora nella scelta sofisticata degli strumenti. La macchina circense apre il sipario di un palcoscenico variopinto.
Archibugio contro l’ecomafia e la mala educazione, sul pentagramma di carta pergamena si distende il campanello di allarme di Areamag in arte Gabriele Ortenzi.
Il grido salvifico propone quattordici brani, quattordici percorsi alla scoperta di quella Europa cattiva, punitiva e ingiusta, partendo dal suolo italico fino alle realtà fognarie di Bucarest e di Ceausescu.
Le paure del mondo, in fondo, sono fantasmi da scacciare, ma sono anche realtà a cielo aperto che il teatrino (canzone) di Ortenzi attacca a suon di clarinetto.
Prima strumento immaginifico utile al bisogno per individuare a distanza di sicurezza loschi figuri – una sorta di cannocchiale vivifico -, poi bollitore di note per scacciare il business della spazzatura, la schiavitù delle ragazze dell’est e le conseguenze disastrose dei campi minati.
Si recita a soggetto e la musica di sottofondo è quella del cantautore, certo, impegnato. Impegnato a raccontare e ricordare che forse un’arca salvifica esiste ancora. Forse quell’ascensore, astronave nata dalla fantasia, reminiscenze dell’infanzia, o forse quella bottega delle ombre, fucina prolifica, dimora artigiana dei suoni dove si riversano mostri e orrori nell’intento di plasmare da essi qualcosa di buono. … Continua a leggere
VN:F [1.9.13_1145]
Rating: 9.7/10 (3 votes cast)
VN:F [1.9.13_1145]
Rating: +3 (from 3 votes)
Commenti recenti