L’universo fantascientifico dei Weather Report
Dietro i Weather Report, c’è l’ombra indissolubile di Miles Davis, del Free Jazz e della “svolta elettrica” delle blue note. Ma nei Weather Report c’è anche e soprattutto il forte legame artistico tra Wayne Shorter e Joe Zawinul. Quel bollettino meteorologico che racconta storie immaginifiche, predice percorsi musicali che nascono dal nulla per poi cercare, in un continuo divenire, il loro libero sfogo. Il “panta rei” della musica Jazz è racchiuso in questo disco, secondo episodio dei Weather Report e datato 1972: “I Sing the body electric”. L’avventura a bivi si apre con un soldato sconosciuto (Unknown Soldier), un viaggio nel futuro e nello spazio più profondo; la storia di una guerra che prende vita a mille galassie di distanza dalla nostra. Sono le percussioni di Dom Um Romão, appena arrivato nel gruppo, che descrivono con minuzia di particolari timbrici, scontri epocali di navi stellari. Da quel momento le percussioni saranno un elemento fondante della musica Jazz dei Weather Report e di molti altri gruppi a venire.
Il corpo elettrico ispirato dai racconti di fantascienza scaturiti dalla penna di Ray Bradbury, percorre una strada a due direzioni. Il vinile di allora, infatti, mostra un primo lato inciso in studio denso di suoni ricercati; quella “novità” elettrica di cui sia Zawinul che Shorter furono grandi pionieri. Il rovescio della medaglia, invece, ci porta verso una performance live – registrata in Giappone – completamente differente. Alle orecchie di chi ascolta si materializza un viaggio nell’improvvisazione e nei ritmi tribali, dove l’unica chiave è la ricerca. Le note fluttuano in un intreccio continuo e i medley dal vivo reggono il passo appesi alle tastiere di Zawinul; persino il Sax di Shorter cambia voce e approda alle sonorità elettriche. Quel Cry baby che già Davis aveva “osato” attaccare alla sua tromba, trova spazio in più di uno strumento. Il Jazz, dei Weather Report dunque attacca la spina e lo fa in grande stile, in barba ai puristi e al conservatorismo più bigotto che mai si sarebbe aspettato di vedere una così forte partecipazione alla musica dei Weather Report. “I sing the body electric” va ascoltato nota per nota; ed è bello tornare a ripetere qualche passaggio perduto poi ritrovato qualche minuto più avanti.
Vino da abbinare: per i Weather Report torniamo a degustare un vino abruzzese. Nello specifico ci addentriamo nei profumi del Montepulciano d’Abruzzo DOC, cantina Masciarelli, Marina Cvetic 2005. Perfetta sintonia tra il profumo di viola e di un frutto caldo e morbido, di spezie pungenti ed affascinanti. Sarà sorprendente scoprire quella punta di cacao a fine bicchiere.
La chicca: The Moors, scritta da Wayne Shorter, apre con una chitarra dodici corde. L’introduzione è eseguita da Ralph Towner, leader degli Oregon.


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