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Un consiglio dei Caraserena: "Ricordarsi di annaffiare"

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Il disco dei Caraserena gira sul piatto per circa cinquanta minuti e lascia nell’anima e nella testa la leggerezza della musica Pop e la curiosità degli accorgimenti Jazz sapientemente amalgamati a un impasto vocale degno dei migliori Steely Dan.

Un ricatto esistenziale che sembra poter durare tutta una vita. Un viaggio nei meandri delle armonie;  sono quelle poche ma buone certezze della vita che sfuggono dalle dita ogni qualvolta si passa da una brano all’altro senza aver usato la dovuta attenzione. Un duplice ascolto, due Cd al prezzo di uno. Il primo disincantato, per godere delle venature popular, un secondo più raffinato, per scrutare tra gli arrangiamenti vivaci e imprevedibili delle blue note.

Qualche nota scivola via ma mai cade a caso sul pentagramma; riposa e si ripercuote. Un pianoforte di “schroederiana” memoria, cuce un tessuto musicale appagante. Nel disco prendono vita alcuni personaggi: Serena, Adele, Lisa, Massimo e il suo annoso problema, sempre in forte (dis)equilibrio tra la novella di Pinocchio e la curiosità geometrica dei suoi attributi.  Il “fantasma” di Boris, chirurgo plastico dalla peculiare maestria con i fondoschiena, appare, dopo uno strumentale accattivante e sereno, in tutta la sua corpulenza bonaria e forense. Storie popolose di personaggi in carne ed ossa e tante situazioni tipiche. Quei rivoli di parole e di pensiero che strappano un sorriso sornione alle orecchie di chi ascolta. Occasioni mancate, storie vissute sulla strada, a scuola e nella lettera aperta a Serena. Basta non stupirsi se tra una corda pizzicata e l’altra si vede passare, gongolante, un cammello. Il tempo, elemento di spicco, corre lungo le parole, le tante rime baciate, quasi dovessero servire come promemoria per un prossimo disco di canzoni di buona musica da ascoltare e da vedere; in fondo in due minuti si possono fare tante cose, basta non avere fretta…

Vino da abbinare: Sebbene la forte tentazione è quella di scendere in cucina, aprire la dispensa e preparare un buon caffè, ho una sensazione, quella ragionevole certezza che mi suggerisce di condividere la musica dei Caraserena con un vino fresco e frizzante; richiamo di frutti esotici e pompelmi di Sorrento. Questi profumi li ritroviamo in Valle D’Aosta stappando una bottiglia di Petite Arvine. Annata 2008 per un disco uscito nello stesso periodo e con le medesime caratteristiche: poesia, improvvisazione e un pizzico di briosa ironia che non guasta mai.

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Gino Paoli in Jazz

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Gino paoli affonda la sua anima nelle radici più lontane del jazz portando con sé tutta la bravura e l’estro che lo hanno reso famoso.

I Milestones sono le fondamenta di questo progetto; un percorso musicale  sempre in bilico tra le armonie nostrane e le venature del jazz più raffinato. E’ un abbraccio sonoro, un intreccio di culture musicali. Le “Blue notes” sono una citazione continua e il sapore del sale avvolge gli intrecci della musica americana con i classici intramontabili come “Time after time”, “Stardust” e “I fall in love too easily” di Billie Holiday. … Continua a leggere

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Spin Doctors ancora tra noi

Spin-Doctors

Tornano, dopo dieci lunghi anni, gli Spin Doctors. Ve li ricordate? Quelli di Two Princes. Al momento le radio passano il loro singolo “Don’t kick the Habit” Dai toni malinconici, ma allo stesso tempo fresco e ben suonato. “Nice talking to me “sa di nuovo; riprende alcune melodie del passato, dominano come sui primi dischi le chitarre hendrixiane di Eric Schenkman mentre le melodie di Chris Barron sono sempre di facile impatto. Divertente, accomodante, un disco da mettere ad una festa quando gli amici sono dei tipi alternativi ma non troppo oppure in macchina per andare a lavoro. Dieci brani che danno la carica e mettono di buon umore. Ben tornati ai “dottori dello spin”!

Vino da abbinare: In fondo è un disco di sano Rock! Perchè non provarlo con una birra; che ne dite della Chimay tappo rosso?!

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Perchè musica e vino

Il nome, “musicenology”, una crasi, una commistione di idee e percezioni, di rivoli di note ritmate dai profumi del vino, come fraseggi sul pentagramma.

Le emozioni che nascono da un “bicchiere” musicale inebriano l’anima,

Le emozioni che nascono da un “ascolto” di-vino intonano pensieri.

Galleria

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  • maestrodivino: Ciao Alessandro, e grazie per i complimenti. A questo punto ci piacerebbe conoscere i tuoi pro...
  • alessandro: Complimenti, abbinare un vino a una musica, non e' da tutti, non ci avevo proprio mai pensato. ...
  • marta venice: bellissima recencensione!!! l'ho letta tutto d'un fiato seguendo i disegni che la musica che pa...
  • Francesca: l'ho ascoltato. i miei complimenti vanno ai musicisti, che hanno saputo regalarmi delle atmosf...
  • fred: una recensione che pare una degustazione. trovato per caso zibba tramite un mio amico da vino,...

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