Home » Musicologia »nuove proposte » state leggendo:

Foreste, radure e legni armonici di Simone Agostini

July 8, 2010 Musicologia, nuove proposte Nessun Commento
simone-agostini-green

Prendi il disco di Simone Agostini, metti da parte per un attimo il medium telematico. Accendi il lettore CD e inserisci. Take a breath, ascolta, respira ancora, chiudi gli occhi. E’ giunto il momento di scendere tra i fili d’erba, sentire il ruminìo del mondo nascosto, silenzioso e pacioso di “Green”. Album fresco di conio, momento surreale, legni di sei corde intrecciati con tavole armoniche di tasti bianchi e neri, lamine di ottone per un’armonica e qualche assaggio di fibre naturali di viola medievale.

Il biglietto è oneway ma l’esperienza si può ripetere più volte. Il fingerpicking è tecnica viscerale, sopraffina, ricercata, le proposte, dunque, variegate. Si passa per l’autostrada dei parchi (A25), si ripercuote il suono lungo la cassa armonica e ci si accosta sul ciglio. Si scende in profondità, tra cortigiane e briganti, tra uomini d’onore e momenti medievali per una dedica a quel “Brigante se more” di Bennato fratello. Green rappresenta anche un momento per riportare tutto al passato e raccontare la propria infanzia. Pause lunghe, armonici, gli arpeggi che scivolano via come acqua sulle rocce levigate di un ruscello.

C’è la gioia nel suonarla, c’è la malinconia del ricordo; quel sorriso leggero stampato sulla faccia. Muoversi al brano successivo significa recarsi al cinema, ascoltare e seguire con gli occhi due attori. Due amanti per un perduto abbraccio (Dialogues). C’è il canto alla luna, musa ispiratrice di trovatori e trovieri, spesso raffigurati con uno strumento musicale a corde. Così Simone Agostini percorre prati sterminati, radure, colline erbose e cielo, quello, spesso blu cobalto.

Si immedesima nelle sue storie, fino a diventare gnomo nella foresta. E qualcuno spergiura di averlo sentito sussurrare assieme alla sua chitarra. Arrivati al villaggio, il brulichio instancabile si ode fin dalle prime note. La foresta è impegnativa e le creature che la popolano lasciano spazio alla fantasia più sfrenata. Per fortuna la tempesta è passata e la rugiada apre le porte alla primavera (Waiting for May) tutto tace, ma gli armonici, e il picchio suona sempre la cassa per dare tempo e ritmo alle storie.

Quando meno te lo aspetti giunge sereno quel ponte che lega suono e melodie, orecchio e occhi, gusto, lingua, tatto, mani (The Bridge of sound). Abbiamo ascoltato così come il lettore ci ha proposto i brani. Rimescolando si ottiene una ricetta differente ma la stessa pasta. Respiro, occhi chiusi e via…

Noi ringraziamo Simone che ringrazia Michael Hedges e la storia va avanti così.

Vino da Abbinare: Un Gewürztraminer esattezza e precisione un Alto Adige Gewürztraminer DOC – Hofstätter, Kolbenhof 2007.  Perchè guardato di traverso ricorda quel verde dei prati. E poi c’è una certa eleganza, dei profumi. Rimane succoso al centro; quasi fosse fatto dagli gnomi operosi di Simone.

VN:F [1.9.13_1145]
Rating: 9.0/10 (2 votes cast)
VN:F [1.9.13_1145]
Rating: +3 (from 3 votes)
Foreste, radure e legni armonici di Simone Agostini, 9.0 out of 10 based on 2 ratings
Bookmark and Share

Commenti a questo articolo:







*

Perchè musica e vino

Il nome, “musicenology”, una crasi, una commistione di idee e percezioni, di rivoli di note ritmate dai profumi del vino, come fraseggi sul pentagramma.

Le emozioni che nascono da un “bicchiere” musicale inebriano l’anima,

Le emozioni che nascono da un “ascolto” di-vino intonano pensieri.

Galleria

20110401-DSC_7344 copy 20110407-dsc_7490-copy 20100721-dsc_1351-copy NAIF Herin NAIF Herin 20100724-dsc_2629-copy

Commenti recenti

  • maestrodivino: Ciao Alessandro, e grazie per i complimenti. A questo punto ci piacerebbe conoscere i tuoi pro...
  • alessandro: Complimenti, abbinare un vino a una musica, non e' da tutti, non ci avevo proprio mai pensato. ...
  • marta venice: bellissima recencensione!!! l'ho letta tutto d'un fiato seguendo i disegni che la musica che pa...
  • Francesca: l'ho ascoltato. i miei complimenti vanno ai musicisti, che hanno saputo regalarmi delle atmosf...
  • fred: una recensione che pare una degustazione. trovato per caso zibba tramite un mio amico da vino,...

Articoli recenti

Micol Martinez, la testa dentro

Sunday 5 February, 2012

Micol Martinez - La testa dentro

Uscire fuori da se stessi e incontrare il mondo. Lasciare per terra qualche impronta di sé, un messaggio sotto forma di briciole come si usa nele favole per farsi seguire e magari conoscere, o meglio imparare a conoscersi. “La testa dentro” è il quadro folk con sfumature popular di Micol …

Mario Romano, Panta Rei

Friday 27 January, 2012

Mario Romano Turn this Way

Il tutto scorre, la massima di Eraclito, abusato filosofo dell’antica Grecia, potrebbe essere il tema ricorrente che Mario Romano, giovane musicista capitolino, esprime attraverso la sua chitarra. Linee acustiche, vibrazioni del maestro Michael Hedges, progetto nuovo costruito in trecentosessantacinque giorni di studio e scoperta della sei corde acustica: è Turn …

Il grido liberatorio dei Kutso: Aiutatemi!

Wednesday 9 November, 2011

Kutso - Aiutatemi

Se fosse possibile descrivere in un sol colpo l’energia dei Kutso, potrei lanciare una scia di parole senza punti ne virgole come per disegnare una formula esplosiva di energia pura, che racconta in un solo battito di ciglia uno spostamento molecolare che si diffonde sino all”altro capo del globo e …

gaLoni, ad un passo più in là da greenwich

Saturday 5 November, 2011

GALONI - GREENWICH

Il punto di vista è soggettivo. E’ un momento di ferma convinzione, poi viene avvolto da una modesta ma incisiva quantità di fattori esterni. Spostare il meridiano fondamentale, quello di “greenwich” è come vedere la vita secondo un altro punto. Poi stenderne un secondo, un terso e così via fino …